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Blog – Parextour https://www.parextour.it Viaggi Culturali e Naturalistici su Misura Tue, 03 Mar 2026 14:34:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.33 Kirghizistan: il cuore selvaggio dell’Asia Centrale con Parextour https://www.parextour.it/kirghizistan-cuore-selvaggio-dellasia-centrale-parextour/ Fri, 09 Jan 2026 10:59:26 +0000 https://www.parextour.it/?p=5459 Il Kirghizistan è una delle destinazioni più autentiche e meno battute dell’Asia Centrale, perfetta per chi cerca viaggi strutturati ma autentici con Parextour. Montagne imponenti, laghi cristallini, tradizioni nomadi ancora vive e un’accoglienza calorosa rendono questo Paese una meta ideale per vivere natura, avventura e cultura in tutta sicurezza e comodità. Dove si trova e […]

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Il Kirghizistan è una delle destinazioni più autentiche e meno battute dell’Asia Centrale, perfetta per chi cerca viaggi strutturati ma autentici con Parextour. Montagne imponenti, laghi cristallini, tradizioni nomadi ancora vive e un’accoglienza calorosa rendono questo Paese una meta ideale per vivere natura, avventura e cultura in tutta sicurezza e comodità.

Dove si trova e perché visitarlo

Situato lungo l’antica Via della Seta, il Kirghizistan confina con Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Cina. Oltre il 90% del territorio è montuoso, dominato dalla catena del Tien Shan, che offre panorami spettacolari in ogni stagione.

Visitare il Kirghizistan con ParexTour significa rallentare, immergersi in paesaggi incontaminati e scoprire uno stile di vita profondamente legato alla natura, senza preoccuparsi della logistica.

Natura mozzafiato e paesaggi iconici

Tra i simboli del Paese spicca il lago Issyk-Kul, uno dei laghi alpini più grandi del mondo, circondato da montagne innevate e spiagge naturali. È una tappa imperdibile sia per il relax sia per le attività all’aria aperta.

Altre aree spettacolari includono: – Ala-Archa National Park, ideale per trekking e alpinismo con guide esperte – Song-Kul, lago d’alta quota dove si vive ancora nelle yurte – Jeti-Ögüz, famosa per le sue formazioni rocciose rosse

Cultura nomade e tradizioni autentiche

La cultura kirghisa affonda le radici nel nomadismo. Ancora oggi molte famiglie trascorrono l’estate nei pascoli di montagna, vivendo nelle tradizionali yurte.

Con ParexTour potrai partecipare a esperienze culturali autentiche, assistere a giochi equestri tradizionali come il kok-boru, e condividere pasti tipici con le comunità locali.

Cosa mangiare in Kirghizistan

La cucina kirghisa è semplice e sostanziosa. Da provare: – Beshbarmak, piatto nazionale a base di carne e pasta – Manty, grandi ravioli al vapore – Lagman, zuppa di noodles di origine centroasiatica – Kymyz, latte di giumenta fermentato, bevanda tradizionale

Attività e esperienze da non perdere

Il Kirghizistan è ideale per chi ama il turismo attivo e organizzato: – Trekking e hiking con guide locali – Escursioni a cavallo tra vallate remote – Pernottamenti in yurta sotto cieli stellati – Viaggi on the road lungo antiche rotte commerciali

ParexTour garantisce itinerari curati per vivere ogni esperienza in sicurezza e con il massimo comfort.

Quando andare

Il periodo migliore per visitare il Kirghizistan va da giugno a settembre, quando i passi di montagna sono accessibili e il clima è più mite. L’inverno è adatto agli amanti degli sport sulla neve e dei paesaggi estremi.

Perché scegliere il Kirghizistan con Parextour

Il Kirghizistan non è una destinazione per tutti, ed è proprio questo il suo fascino. Con Parextour il viaggio è strutturato, sicuro e autentico: itinerari studiati, guide locali esperte e un approccio responsabile al turismo ti permettono di vivere il Paese in profondità, senza rinunciare al comfort.

Un viaggio qui non è solo una vacanza, ma un’esperienza che resta nel cuore e nella mente.

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TEHRAN TIPS, ALTRO CHE TRANSITO https://www.parextour.it/tehran-tips-altro-transito/ Thu, 21 Mar 2024 08:42:26 +0000 https://www.parextour.it/?p=1659 Quando si programma un viaggio in Iran si pensa che la sua capitale sia da vivere solo come punto di transito. Ecco invece una lista di consigli per lasciarsi sorprendere: Vanak, a nord dell’omonima e trafficatissima piazza, è un sobborgo che si sviluppa in vicoli molto stretti (alcuni solo 90 cm), con porte in legno […]

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Quando si programma un viaggio in Iran si pensa che la sua capitale sia da vivere solo come punto di transito. Ecco invece una lista di consigli per lasciarsi sorprendere:

Vanak, a nord dell’omonima e trafficatissima piazza, è un sobborgo che si sviluppa in vicoli molto stretti (alcuni solo 90 cm), con porte in legno e atmosfere senza tempo. Tehran. Dopo la passeggiata fate una sosta negli Iranian Garden di Saberi Street.

Tehran Palace, Tehran Parextour

Masoudieh Palace, Tehran.

Naser Khosrow è la via più antica di Tehran; percorretela, ammirando fra l’altro il palazzo d’ispirazione gotica Saraye Roshan, fino ad arrivare al Marvi Alley Bazaar, ricco di bancarelle e street food.

Prendete posto nella caffetteria di Masoudieh Palace (nella foto), uno degli esempi architettonici più belli della dinastia Qajar. Eretto nel 1879, ebbe varie finalità e fu la prima biblioteca della città. Godetevi un tè vicino alle ampie finestre affacciate su giardini e fontane; molti dei camerieri sono giovani attori di teatro.

Avete mai visitato un museo del tempo? Tamasha-gah Zaman è all’interno di una manor house celeste incastonata fra giardini; il suo Time Museum raccoglie orologi da polso, da tavolo, meridiane e misuratori del tempo provenienti da tanti angoli del mondo.

Salite in cima (tranquilli, c’è l’ascensore) della Milad Tower, la più alta delle tre torri della comunicazione. Dai suoi 300 metri si gode un bello skyline della città.

Il venerdì pomeriggio girate per gallerie d’arte moderna e contemporanea; è il momento in cui sono spesso presenti gli artisti. Sempre per respirare arte, recatevi nel Cafe Gol Rezaeieh, una piccola istituzione in città; esiste dagli Anni Quaranta e negli Anni Settanta era uno dei ritrovi preferiti di scrittori e intellettuali. Alle pareti troverete ritagli che testimoniano cinema e letteratura, in un’atmosfera d’antan.

Un altro indirizzo curioso è Khoone, dove assaggerete piatti autentici della tradizione locale in un’ambientazione insolita: una ex carrozza ferroviaria. Khoone significa casa in lingua farsi; e come a casa il menu cambia ogni giorno.

 

 

 

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IL 21 MARZO IN ASIA CENTRALE È CAPODANNO https://www.parextour.it/21-marzo-asia-centrale-capodanno/ Wed, 20 Mar 2024 10:00:04 +0000 https://www.parextour.it/?p=3305   Novruz – scritto in 25 modi diversi – sta letteralmente per nuovo giorno e in senso più ampio per nuovo anno. Viene celebrato il 21 marzo in Paesi fra cui Afghanistan, Albania, Azerbaijan, Bosnia, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan. Programmare un viaggio a cavallo di questa festa rappresenta un’opportunità di immergersi […]

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Novruz – scritto in 25 modi diversi – sta letteralmente per nuovo giorno e in senso più ampio per nuovo anno. Viene celebrato il 21 marzo in Paesi fra cui Afghanistan, Albania, Azerbaijan, Bosnia, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan.

Programmare un viaggio a cavallo di questa festa rappresenta un’opportunità di immergersi in tradizioni antiche, vissute ancora in piena autenticità.

Rituali che coinvolgono la casa e la cucina, musica e balli, giochi e mercati.

I preparativi solitamente iniziano con un paio di settimane di anticipo. Khooneh Tekouni (scuotere la casa) coincide con il pulire minuziosamente ogni angolo della propria abitazione e, in senso più metaforico, la propria vita. Per le strade, gli Kaji Firuz sono gli araldi del Novruz: uomini col viso coperto di fuliggine, abbigliati in rosso, cantano, danzano e annunciano l’arrivo del cambiamento.

Importantissima la gastronomia. In Iran in ogni famiglia si prepara Haft Sin, letteralmente “sette S”, il pasto ricco di colori in cui sette alimenti hanno nomi che iniziano con “s” e hanno valore simbolico. Sabzeh, germogli: nuova vita, rinascita, purezza, speranza di nuovo inizio. Samanu, crema dolce a base di germogli di grano: fertilità e dolcezza della vita. Senjed, giuggiole: amore e ospitalità. Sir, aglio: rimedio contro la malasorte, cura contro mali fisici e morali. Sib, mela: salute, fragranza e bellezza. Somoq, sommacco: spezia rossa, del colore del sole all’alba e al tramonto. Serkeh, aceto: il cambiamento portato dall’età e dalla pazienza.

In Uzbekistan il piatto del Novruz è Sumalyak, crema di grano cotta lentamente su fuoco a legna, condita da spezie. L’aggiunta di chicchi di grano germogliati simboleggia vita, calore, abbondanza e salute.

Novruz si protrae per una dozzina di giorni, con uffici chiusi e visite ai parenti. In Tajikistan si organizza il gioco del Buzkashi, palio di agguerriti cavalieri. In Iran la conclusione è un pic nic fuori porta, in cui le ragazze nubili intrecciano fili per sposarsi prima del Novruz successivo.

 

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La cucina dal cuore armeno: il patrimonio del paese https://www.parextour.it/la-cucina-dal-cuore-armeno-patrimonio-del-paese/ Fri, 10 Feb 2023 13:48:20 +0000 https://www.parextour.it/?p=5220 Dicono che ci sono cinque linguaggi dell’amore: parole d’affermazione, tempo di qualità, ricevere regali, atti di servizio, contatto fisico. Ma in realtà non è così. Almeno per l’Armenia. Lì il linguaggio dell’amore principale è il cibo. 7 di mattina, estate a Yerevan. Fra 30 minuti si parte per l’aeroporto. Mi sono svegliata a casa di […]

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Dicono che ci sono cinque linguaggi dell’amore: parole d’affermazione, tempo di qualità, ricevere regali, atti di servizio, contatto fisico. Ma in realtà non è così. Almeno per l’Armenia. Lì il linguaggio dell’amore principale è il cibo.

7 di mattina, estate a Yerevan. Fra 30 minuti si parte per l’aeroporto. Mi sono svegliata a casa di mio nonno dal forte odore del bollito che arrivava anche nella stanza più lontana. A nonno non importava che eravamo a luglio con un caldo assurdo anche durante la notte e che cucinare la carne nell’acqua bollente per ore non aiutava per niente a rinfrescare la casa. Il suo scopo era far provare la kufta a me e mio fratello visto che eravamo a Yerevan da due settimane e non potevamo tornare a Mosca senza averla mangiata almeno una volta. La kufta è il piatto tipico della cucina armena fatto da carne macinata, cipolla, uova e ovviamente cognac. Non si poteva offendere il nonno, quindi si doveva per forza mangiare la kufta con il calore di luglio già all’alba.

Nello stesso caldo luglio siamo andati con mio zio al lago Sevan, uno dei tesori naturali del paese. Ovviamente non solo per ammirare questa perla dell’Armenia, ma per mangiare salmone e gambero di fiume del lago. Si può provare questa specialità di Sevan in uno dei numerosi locali sul lungolago. Lo stesso giorno dopo qualche ora siamo tornati a Yerevan. Non appena ho aperto la portiera della macchina mi sono trovata completamente cosparsa d’acqua. E poi ancora ed ancora. Si è scoperto che tutti stavano festeggiando “Vardavar”, il giorno in cui nessuno può rimanere all’asciutto. È una festa tradizionale dell’Armenia in cui persone di tutte le età si spruzzano acqua l’una sull’altra usando mezzi improvvisati: secchi, bicchieri, mestoli, bottiglie e pistole ad acqua. La regola principale è – non ci si può offendere. Lo zio ha detto che l’unico posto dove ci si poteva nascondere era il ristorante del suo amico. E l’amico diceva che non ci avrebbe lasciato andare fino a quando non avremmo provato i suoi caratteristici khorovats (un barbecue armeno) e lamajo (focaccia sottile con carne macinata). Non si poteva offendere il vecchio amico dello zio, quindi abbiamo dovuto mangiare piatti di carne prima di digerire quelli di pesce.

A proposito, quella kufta di luglio non è stata la prima volta che mangiavo un cibo un po’ particolare per colazione. Anzi, ogni anno il 1° gennaio mio padre invita tutti i parenti ed amici a casa nostra per mangiare il piatto armeno principale – il khash. Questa è una zuppa molto ricca di cosce di manzo e varie parti della mucca che normalmente non si mangiano per colazione. Dovrebbe essere consumata con ravanello, tanto aglio, erbe aromatiche e anche lavash – pane sottile armeno, incluso nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Tutto questo si può fare esclusivamente al mattino presto e il piatto va accompagnato esclusivamente con la vodka. A proposito, per preparare questa zuppa armena ci vogliono tante ore e anche in questo caso non è possibile nascondersi dall’odore fortissimo. Non si può offendere papà, quindi ogni anno per la nostra famiglia inizia con un’enorme porzione di khash e brindisi obbligatori: “Buongiorno”, “Per chi ha cucinato il khash”, “Per chi mangia il khash”. Dopo segue l’improvvisazione degli ospiti.

Сibo in Armenia è ovunque, sempre. Rifiutarlo vuol dire offendere colui che lo offre. È una parte enorme di ospitalità, cordialità, cultura e vita armena in generale. E anche se uno viaggia da solo in Armenia, la probabilità che si ritroverà a casa di qualcuno seduto a un grande tavolo è molto alta. E visto che non si può offendere un armeno, non sarà possibile rifiutare khorovats, kufta, lamajo, dolma (carne macinata con riso in foglie di vite), verdure, sottaceti, cognac e vino di melograno o corniolo.

Venite in Armenia per fare il miglior tour enogastronomico, in quest’antico paese per conoscere il suo carattere, la sua storia e la sua anima così profonda.

 

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Shahroud, il luogo d’incontro tra cielo e terra https://www.parextour.it/shahroud-luogo-dincontro-cielo-terra/ Mon, 09 May 2022 08:04:16 +0000 https://www.parextour.it/?p=5102 Oggi vogliamo portarvi nella foresta pluviale di Shahroud. Un luogo magico, da sogno, che affascina con la sua natura unica e lascia un ricordo indimenticabile in questo angolo verde dell’Iran. La foresta pluviale di Shahroud è una delle attrazioni naturali più belle dell’Iran ed è molto famosa per l’oceano di nuvole che la circondano in […]

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Oggi vogliamo portarvi nella foresta pluviale di Shahroud. Un luogo magico, da sogno, che affascina con la sua natura unica e lascia un ricordo indimenticabile in questo angolo verde dell’Iran.

La foresta pluviale di Shahroud è una delle attrazioni naturali più belle dell’Iran ed è molto famosa per l’oceano di nuvole che la circondano in diversi periodi dell’anno. Una delle più antiche foreste iraniane e tra le più antiche del mondo. Ha quaranta milioni di anni! Specie vegetali e animali davvero uniche in uno scenario straordinario. Ogni anno attira molti turisti amanti della natura.

Una foresta di 35.000 ettari nell’Iran settentrionale famosa per l’oceano nuvoloso che la circonda.

Si trova a 40 km a nord-est di Shahroud nei distretti di Bastam e Kharqan, nella regione orientale di Alborz, a 12 km dal villaggio di Abr.

Qui è dove la terra e il cielo si incontrano. Le nuvole abbracciano gli alberi, la terra sembra cavalcare sulle ali del cielo.

Ma come si è formata?

Uno dei motivi più importanti per la sua formazione si trova nella geografia delle regioni. Questa foresta si trova tra due regioni, cioè tra alta e bassa pressione. La pianura di Gorgan e la regione delle nuvole sono vicini l’uno all’altra. A questa altitudine lo spessore delle montagne dell’Alborz diminuisce e le nuvole restano intrappolate dietro, di conseguenza vengono spostate dal lato delle valli a sud. Per questo motivo dal pomeriggio fino alla mezzanotte l’aria si rinfresca e le nuvole coprono la foresta.

Per raggiungere la foresta è necessario affidarsi ad una guida esperta, tante sono le storie di viaggiatori improvvisati che si sono persi in questa foresta.

Il periodo migliore per viaggiare? Da aprile a maggio e nel mese di ottobre la possibilità di vedere l’oceano di nuvole è molto più alta.

Parextour organizzerà una spedizione nella foresta di Shahroud? La risposta è SI. 🙂 🙂 🙂

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UN’ ITALIANA IN KIRGHIZISTAN… https://www.parextour.it/un-italiana-kirghizistan/ Fri, 24 Jan 2020 08:57:44 +0000 https://www.parextour.it/?p=4855 UN’ ITALIANA IN KIRGHIZISTAN… “Kirghizistan? E dove si trova?” è stata la domanda che più di frequente mi è stata posta prima di partire e devo ammettere che oltre a rispondere “beh è al confine con la Cina!” non avevo esattamente idea di che tipo di viaggio sarebbe stato, eppure questo piccolo luogo magico nel […]

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UN’ ITALIANA IN KIRGHIZISTAN…

“Kirghizistan? E dove si trova?” è stata la domanda che più di frequente mi è stata posta prima di partire e devo ammettere che oltre a rispondere “beh è al confine con la Cina!” non avevo esattamente idea di che tipo di viaggio sarebbe stato, eppure questo piccolo luogo magico nel cuore dell’Asia centrale mi ha regalato un’ esperienza davvero unica e inaspettata. A differenza di altri viaggi, questa volta sono partita senza aspettative precise, ma con la semplice curiosità di scoprire un posto sconosciuto ai più e dal nome non facile da pronunciare. Quindi armata di zaino e discreto spirito di adattamento sono arrivata nella capitale, Bishkek, l’unica vera metropoli di un Paese in cui la maggioranza della popolazione vive in zone rurali. La capitale è carina, piena di grandi strade alberate e caffè eleganti, ma non ti trattiene per più di un giorno quindi qualcosa che vale davvero la pena fare è un giro nel grande mercato, dove io stessa sono stata rapita dal fascino di un incredibile mix di odori, colori, spezie e frutta di ogni genere! Dopo una breve visita della zona monumentale della città in stile sovietico, Il mio viaggio intorno al Paese è iniziato con un pullmino, una guida straordinaria e una bellissima compagnia di persone.

Dopo alcune ore di viaggio attraverso strade sterrate e montagne vellutate, la prima tappa ci ha portato lungo il lago Son-Kul, a 3000m di altezza, circondato dalle maestose catene montuose del Tien Shan, un luogo fuori dal tempo, dove la naturalezza delle cose intorno a te sembra immutata da secoli, e la genuinità delle persone sembra non essere stata contaminata dal pregiudizio e la diffidenza. Il popolo kirghiso è infatti famoso per la sua ospitalità, ma non credevo che avrei avuto modo di sperimentare una gentilezza così pura e sincera. In questo vortice di emozioni positive passare la notte nella yurta, un’abitazione tipica dei kirghisi nomadi, e svegliarmi all’alba per vedere il sole sorgere dal lago, ha aggiunto un tassello a quello che si stava già rivelando un viaggio indimenticabile.

La seconda tappa, lungo la leggendaria Via della Seta, è stata la visita a Tash Rabat,un sito misterioso in Kyrgyzstan,  noto come un “caravanserraglio”, una sorta di locanda lungo la strada dove i viaggiatori potevano fermarsi per la notte per riposare. Qui si respirava davvero un’aria di altri tempi, soprattutto se pensi a quante persone hanno attraversato queste strade nel corso della storia e allora ti ritrovi ad immaginarti in un viaggio indietro di secoli e ad essere circondata da mercanti provenienti da varie parti del mondo per scambiare le proprie merci!

Ogni tappa era intervallata da una sosta in alcune cittadine, di solito lontane tra loro e che a volte erano così piccole che ti accorgevi di esserci dentro solo quando le lasciavi alle spalle.Ma la cosa più entusiasmante è che avevamo la possibilità di pranzare con la gente del posto. Il bello del Kirghizistan è infatti che il turismo si sta sviluppando solo negli ultimi tempi, quindi ci sono molti progetti di turismo basato sulle comunità che prevedono pranzi e soggiorni in guest house e che ti consentono di immergerti nella cultura, di vivere un’esperienza autentica e di assistere alla vera tradizione locale.

Continuando lungo la strada, si alternavano pianure erbose abitate dai soli branchi di cavalli al pascolo e montagne, talvolta aride, altre volte ricche di vegetazione, fino ad arrivare a quello che viene chiamato il “Fairy Tale Canyon”, un luogo mozzafiato, dove avrei trascorso ore a girovagare per i sentieri, alla ricerca di nuovi incredibili paesaggi, scrutando ogni volta un colore diverso delle montagne rocciose, dal rosso al viola al giallo. Nella stessa regione abbiamo visitato il secondo lago alpino piu grande al mondo, il lago Issyk-Kul, di cui non è davvero possibile vedere la fine! Dopo una intensa mattinata di cammino abbiamo fatto un bagno nell’acqua limpida e fresca ( molto fresca!!) del lago, circondati dalle catene montuose innevate e gli sguardi curiosi delle persone del luogo. Un posto unico al mondo!

Il giorno seguente, sempre alternando momenti di trekking sulle montagne alle ore passate nel pullmino accompagnati dalle canzoni pop kirghise e Toto Cutugno ( ebbene sì, è molto famoso e amato anche in Kirghizistan!!) per andare da una zona all’altra, passando per i nostri pranzetti deliziosi a casa delle persone, siamo arrivati nella splendida Karakol, una cittadina culturalmente ricca di diversi gruppi etnici che la abitano come Dungani, gruppo etnico di origine cinese, Uighuri, Uzbeki e Russi, e qui abbiamo visitato la Cattedrale ortodossa russa, bellissima e dal fascino decadente, e la coloratissima Moschea Dungana.

L’ultima tappa ci ha condotto nuovamente lungo la Via della Seta, dove abbiamo visitato la torre di Burana, minerato di un’antica città di mercanti ormai scomparsa, in cui però è possibile entrare salendo una piccolissima scala a chiocciola all’interno della torre fino in cima. Da lì si ottiene una splendida vista dei campi circostanti, dove in estate si coltivano tantissime fragole ed angurie!

Sono quasi certa di non aver detto tutto quello che avrei voluto, ma i giorni sono stati così intensi di emozioni e di luoghi visitati che non mi è facile raccogliere tutti i miei pensieri in poche righe. Posso dire che ancora oggi ripensare a questo viaggio mi regala un senso incredibile di pace, ritornando con la mente ai momenti che ho trascorso semplicemente passeggiando lungo le colline ricoperte di lavanda o ascoltando il rumore di un enorme fiume che scorreva veloce nelle insenature delle montagne, o ancora passando la notte sotto un bellissimo cielo stellato, a 2800 metri di altezza, senza rete telefonica o connessione, ma solo con la compagnia di viaggiatori appassionati e curiosi come te e dell’ottimo cibo kirghiso. Ho scoperto un Paese straordinario, ricco di una natura così autentica da lasciarti senza fiato e soprattutto abitato da un popolo accogliente e generoso , che merita davvero di essere conosciuto!

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UN VIAGGIO CINEMATOGRAFICO IN IRAN https://www.parextour.it/un-viaggio-cinematografico-iran/ Fri, 18 Oct 2019 14:50:29 +0000 https://www.parextour.it/?p=4451 Antonia Shoraka Anticipazione magazine 2020 Parextour… Dall’arrivo del cinema in Iran, passano ben 110 anni. Fu Mozaffareddin Shah, il terzultimo re qajaro, ad aver portato un apparecchio, il “Cinematograph”, da uno dei suoi viaggi in Occidente, a soli 5 anni dall’invenzione dei fratelli Lumiere. Ma ci dovettero altri 30 anni prima che Avanes Ohanian, un […]

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Antonia Shoraka

Anticipazione magazine 2020 Parextour…

Dall’arrivo del cinema in Iran, passano ben 110 anni. Fu Mozaffareddin Shah, il terzultimo re qajaro, ad aver portato un apparecchio, il “Cinematograph”, da uno dei suoi viaggi in Occidente, a soli 5 anni dall’invenzione dei fratelli Lumiere. Ma ci dovettero altri 30 anni prima che Avanes Ohanian, un regista armeno/iraniano, realizzasse il primo lungometraggio della storia del cinema iraniano: “Abi e Rabi” (1930); e subito dopo tre anni il regista Ardeshir Irani giro’ “La ragazza Lor” in Bombai (1933). Il cinema iraniano sin dagli albori, fu soggetto a restrizioni e censure: non a caso, dal 1936 fino al 1948 vide un periodo di sospensione – sia a causa della seconda guerra mondiale e dell’invasione parziale dei britannici in Iran, sia per il clima teso politico che segui’ il colpo di stato imposto dagli inglesi a Reza Shah, primo re della dinastia Pahlavi – per poi riprendersi negli anni Cinquanta con uno spessore piu’ pubblico e in quanto un’industria,  nel vero senso della parola. Il cinema commerciale iraniano per decenni invase il grande schermo con film per lo piu’ banali, prodotti –insomma – solo per intrattenere le grandi masse che negli anni Sessanta e Settanta , con il boom economico del secondo e ultimo re Pahlavi, Mohammad Reza Shah, emigravano dai villaggi nelle citta’ con la speranza di farsi una vita migliore e piu’ moderna secondo i criteri occidentalizzati dettati dal regime monarchico.

 

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UNO SPETTACOLARE FESTIVAL DI TULIPANI https://www.parextour.it/uno-spettacolare-festival-tulipani/ Tue, 26 Mar 2019 15:08:45 +0000 https://www.parextour.it/?p=3838 I tulipani non sono olandesi ma turchi. Lo sapevate? L’Olanda ha importato i bulbi nel 1500; in Turchia sono rimasti nel simbolo nazionale e a Istanbul in primavera. Tre settimane in cui recarsi nella città è davvero spettacolare. Non pensate a uno stratagemma per turisti; la passione per i tulipani è iniziata durante il periodo […]

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I tulipani non sono olandesi ma turchi. Lo sapevate? L’Olanda ha importato i bulbi nel 1500; in Turchia sono rimasti nel simbolo nazionale e a Istanbul in primavera. Tre settimane in cui recarsi nella città è davvero spettacolare.

Non pensate a uno stratagemma per turisti; la passione per i tulipani è iniziata durante il periodo Ottomano, quando Istanbul si chiamava Costantinopoli. Il fiore, che in lingua turca si chiama Lâle, è sempre stato amato a corte.

Squadre di giardinieri hanno piantato milioni di bulbi in tutta la città, nei parchi, nelle aree pubbliche, persino nei venti chilometri dall’aeroporto Atatürk al centro storico. Enormi macchie di colore punteggiano Istanbul ogni primavera; quest’anno il Festival dei Tulipani sarà nelle ultime tre settimane di aprile

In concomitanza della massima fioritura, nei parchi si terranno anche performances, concerti ed esibizioni. Ecco quattro parchi nella parte europea della città, tutti facilmente raggiungibili.

EMIRGAN: è l’epicentro dell’Istanbul Tulip Festival e si affaccia sul Bosforo, offrendo vedute panoramiche di grande suggestione. Fra chioschi e aiuole fiorite, avvengono dimostrazioni di abilità artigianali, come la creazione di carta che sembra marmorea, lezioni di calligrafia, laboratori di pittura. Ci sono anche piccoli palchi dove si esibiscono musicisti, in una bellissima atmosfera.

PIAZZA SULTANAHMET: era l’Ippodromo di Costantinopoli. La piazza che collega la Moschea Blu a Santa Sofia sembra una tavolozza cangiante. Pensate che nel 2017 si è aggiudicata il record mondiale come tappeto di tulipani più grande e bello.

GÜLHANE: un’isola di tranquillità nel cuore del centro storico. Nei pressi delle antiche mura di Palazzo Topkapi, si può sostare sulle panchine sotto alberi centenari. Anche qui tulipani di ogni tonalità creano decorazioni che paiono quadri.

YLDIZ: è un parco molto romantico, amato anche dalle famiglie nei giorni di relax. Dai suoi padiglioni, in posizione sopraelevata rispetto alla strada, si ammira lo skyline del Bosforo. Yldiz ha sempre fascino ma durante la fioritura dei tulipani si tinge di qualcosa di speciale.

 

www.parextour.it/destination/turchia/

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PETRA, COME NESSUNA AL MONDO https://www.parextour.it/petra-nessuna-al-mondo/ Thu, 28 Feb 2019 13:42:28 +0000 https://www.parextour.it/?p=3767 Sapevate che una delle più straordinarie città del mondo è opera di nomadi? Tutto iniziò con un mistero. Tutto si addormentò avvolto dal mistero. Da dove venivano i Nabatei? Era il IV secolo a.C. e questo popolo nomade e operoso si distingueva per la non comune abilità commerciale. Sterminate carovane di mercanti Nabatei si spingevano […]

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Sapevate che una delle più straordinarie città del mondo è opera di nomadi?

Tutto iniziò con un mistero. Tutto si addormentò avvolto dal mistero.

Da dove venivano i Nabatei? Era il IV secolo a.C. e questo popolo nomade e operoso si distingueva per la non comune abilità commerciale.

Sterminate carovane di mercanti Nabatei si spingevano dall’Arabia al Mediterraneo, individuando le merci più pregiate e richieste – mirra, incenso, spezie, oro, argento, vetro, damaschi, sete – e trasportandole senza sosta. Per comunicare usavano l’aramaico, la lingua parlata al tempo nel Vicino Oriente; in breve tempo accumularono ricchezze esorbitanti.

In quanto nomadi, non avevano fissa dimora. In talune località si accampavano, anche per lunghi periodi durante la cattiva stagione; fra queste, Petra, da loro chiamata REQEM, ossia la multicolore, per la policromia delle rocce di arenaria.

I Nabatei fronteggiarono la disgregazione dell’impero di Alessandro Magno e di quello seleucide in Siria, sino a quando, nel I e II secolo a.C., in seguito ad una vera e propria rivoluzione socioculturale, diedero vita al regno nabateo.

Il sistema sociale passò dall’organizzazione di tipo tribale a una monarchia che s’ispirava ai contemporanei modelli ellenistici; fu organizzato un esercito e coniata una moneta, si edificarono gli edifici pubblici, religiosi e di rappresentanza.

Sino al 106 d.C. quando le legioni di Traiano s’impossessarono di Petra e del regno. La capitale fu annessa alla provincia romana d’Arabia e per alcuni decenni rimase un fiorente centro commerciale. Ma era iniziato il declino, lento e progressivo.

Seguì la sequela devastante dei sismi, nel 363, nel 419, nel 551 e nel 747. A parte un breve periodo all’epoca dei Crociati, in cui venne fortificata, Petra fu avvolta dall’oblio.

Ha dell’incredibile ma si dovette attendere il 1812 perché un esploratore svizzero, Johann Ludwig Burckhardt, la scoprisse. Superata la forte ritrosia di tribù beduine, nella seconda metà dell’Ottocento ricercatori accreditati poterono studiarla. Gli eventi bellici del Novecento interruppero ancora una volta le spedizioni archeologiche, che ripresero slancio solo negli anni Novanta.

Vi diamo un’anticipazione: stiamo preparando con Storica National Geographic un programma ad hoc per il Capodanno 2019. Continuate a seguirci

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NOOSH-E-JAN! (BUON APPETITO) https://www.parextour.it/noosh-jan-buon-appetito/ Thu, 31 Jan 2019 11:23:55 +0000 https://www.parextour.it/?p=3628 Si dice così in Iran, dove la cucina è ricca e gustosa. Molto ampia la scelta per gli amanti della carne, meno per i vegetariani, che comunque potranno contare su tanti piatti a base di riso, legumi e dolci. Una curiosità: lo zafferano è la spezia più utilizzata, anche nella preparazione dei dessert. Vediamo insieme […]

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Si dice così in Iran, dove la cucina è ricca e gustosa. Molto ampia la scelta per gli amanti della carne, meno per i vegetariani, che comunque potranno contare su tanti piatti a base di riso, legumi e dolci. Una curiosità: lo zafferano è la spezia più utilizzata, anche nella preparazione dei dessert. Vediamo insieme alcuni piatti tipici iraniani.

 

DIZI (O ABGOOSHT) Questa ricetta affonda le radici nei secoli; consiste in uno stufato di agnello e ceci con salsa di pomodoro. Ha la consistenza della nostra zuppa di fagioli ma arricchita da carne. Il nome deriva dal piatto in pietra in cui viene servito, dizi.

ZERESHK POLO MORGH Un’altra variante di stufato, dove il pollo è accompagnato da riso, pomodoro e zafferano. L’aggiunta del crespino (una pianta) dà il colore rosso e rende il gusto più particolare.

JUJEH ANOR Pollo farcito al melograno, frutto molto diffuso in Iran.

FESENJANE ORDEK Anatra in salsa di melograno e noci.

DOLME KADOO HALVOEE Zucca ripiena, con carne tritata di manzo, piselli, uvetta, cipolle, riso basmati e cumino.

KASHKE BADEMJAN Servito in genere come accompagnamento, ha la consistenza di una salsa; è a base di melanzane affumicate e yogurt (kashk) e si abbina al Lavash, il delizioso pane iraniano.

BASTANI AKBAR MASHTI Negli Anni Cinquanta Akbar Mashti divenne famoso per il suo bastani, tanto che oggi il gelato tradizionale più diffuso porta ancora il suo nome. Sono miscelati vaniglia, zafferano, acqua di rose e pistacchio e, come se non bastasse, al suo interno ci sono croccanti pezzi di crema. Si gusta in coppetta o, come prediligono gli iraniani, fra due wafers.

KOLUCHEH BERENJ Questi dolcetti di farina di riso si usano molto in occasione dei matrimoni ma si possono assaggiare anche in altre circostanze. Hanno la forma di palline, con una mezzaluna incisa sopra; gli ingredienti sono farina di riso, uova, burro, zucchero a velo, cardamomo e pistacchi tritati.

SHOLLEH ZARD Riso dolce allo zafferano che si cucina soprattutto in occasione della festività ‘Ashura (nel 2019 cadrà fra il 9 e il 10 settembre). È una prelibatezza: si sobbolle il riso con lo zafferano, si prepara a parte uno sciroppo a base di zucchero, succo di limone, si mescola il tutto aggiungendo mandorle tritate, cardamomo e cannella. Si gusta freddo.

Vi è venuta un po’ di acquolina? Sappiate che nelle principali città dell’Iran ci sono magnifiche caffetterie, dove trattenersi per un tè profumato e una pausa dolce.

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